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INFANTERIE REGIMENT 14. & LEICHTE INFANTERIE BATTAILLON 3.

Quando si parla di rievocazione napoleonica e risorgimentale, una delle principali unità che ci vengono alla mente è senz'altro la fanteria. Regina delle battaglie, quest'arma si distingueva tra fanteria "di linea" e "leggera", che differivano per uso tattico sul campo di battaglia: mentre la fanteria di linea si muoveva e apriva il fuoco a ranghi serrati, la fanteria leggera di disperdeva nello spazio sfruttandone le asperità rendendosi un obiettivo più difficile da colpire cercando intanto di bersagliare le figure chiave dei reparti nemici. La sinergia tra i due tipi di tattica era alla base di qualsiasi operazione militare.


Armati di moschetti e fucili, la forza della fanteria stava nella sua enorme massa in movimento, che coordinata dagli ufficiali come una perfetta macchina, combatteva come un unico grande corpo, esattamente come i grandi teorici dell’epoca (come il generale von Clausewitz) scrivevano nei loro trattati.
Per soddisfare questo enorme fabbisogno di uomini il reclutamento si rivolgeva alle fasce più povere della società: contadini, poveri, malviventi e prigionieri costituivano la base da cui attingere non potendo nella stragrande maggioranza dei casi, sottrarsi alla leva. I ceti medi d'altro canto potevano pagare per essere sostituiti o potevano ambire a posizioni nell'esercito di maggior prestigio. Il corpo ufficiali invece era composto, almeno all'inizio dell'epoca di cui ci occupiamo, principalmente da giovani aristocratici e nobili decaduti che cercavano sotto le armi l'occasione di guadagnarsi una posizione di rilievo nella società soddisfacendo i radicati princìpi di stampo cavalleresco che permeavano la loro formazione.

La nostra associazione ha scelto di rappresentare due importanti realtà: la fanteria di linea del Kaiserlich-Königlich Infanterie Regiment nr.14 (l'Imperialregio reggimento di fanteria nr. 14, abbreviato in KK Ir 14 o Ir14) ed il Kaiserlich-Königlich Leichte Infanterie bataillon nr.3 (Imperialregio battaglione di fanteria leggera nr.3, abbreviato in KK LIb nr.3 o LIb nr.3).

L'IR14 era storicamente composto da soldati provenienti dalla regione dell'Alta Austria, precisamente dall'area di Linz. I segni distintivi del 14° Reggimento sono i bottoni in ottone, e il colore nero presente sui polsini e sul collo della giubba bianca. L'uniforme ha foggia "alla tedesca".

La storia del reparto è complessa e attraversa le principali vicende militari. In generale si tratta di uno dei reparti più presenti sullo scenario italiano -anche come guarnigione- e tra quelli che dimostrarono, senza eccessi, una rigorosa fedeltà alla monarchia d'Asburgo, fino al suo tramonto.

Fondato nel 1733 e nominato "Reggimento Salm" in riferimento al casato del primo colonnello-proprietario dell'unità, nel periodo napoleonico e risorgimentale questo reggimento prese parte attiva in molti dei più importanti avvenimenti bellici sul suolo italiano, riscuotendo vari riconoscimenti e segnalandosi per atti di eroismo.

Nel 1769 l'unità ottenne il 14 come numero identificativo reggimentale. Prima dello scoppio delle Guerre rivoluzionarie e, successivamente, napoleoniche, il 14° aveva già preso parte a molte campagne militari. Tra queste, da segnalare, la Guerra dei Sette Anni e le Guerre Austro-Turche, in cui il reggimento si distinse per valore e coraggio nell'assedio della fortezza di Novi (1788) e nella battaglia di Belgrado (1789).

Allo scoppio delle ostilità con la Francia rivoluzionaria, tra il 1793 e il 1795, il reggimento ora Klebeck (dal nome del Barone nuovo colonnello proprietario dell'unità dal 1788 al 1811) prese parte alle operazioni che si svolsero sull'area del fiume Reno, storico confine che separa il mondo tedesco da quello francese.
Quando nell'Italia settentrionale l'Armée d'Italie di Napoleone Bonaparte non incontrò efficace resistenza nella pianura padana, il 14° partecipò al fallito tentativo di rottura dell'assedio di Mantova, terminato con la disastrosa battaglia di Rivoli del 1797. In questo episodio il reggimento subì gravissime perdite, rischiando persino la totale distruzione.

A due anni da Rivoli, il 14° Klebeck tornò in Italia e prese parte alla campagna di riconquista del 1799/1800, partecipando alle battaglie di Magnano e a Marengo.

Nel 1805 non ci furono grandi avvenimenti che coinvolsero i soldati dell'Alta Austria, se non solo uno scontro con i franco-bavaresi che avvenne nella zona del Passo Strub, al confine tra il Tirolo e il Salisburghese. Il Reggimento non fu coinvolto nella catastrofe di Ulm né subì la sconfitta di Austerlitz.

Nel 1809 invece tornò ad essere parte degli scenari principali delle operazioni: partecipò attivamente nella campagna militare dell'Arciduca Carlo, prendendo parte agli scontri di Landshut, Neumarkt, Riedau, Ebelsberg, Aspern e Wagram. Ad Apsern in particolare si distinse ed oggi, di fronte alla chiesetta del villaggio sorge il monumento dedicato all'eroismo dimostrato.

Nel 1813 il reggimento, divenuto di proprietà onorifica arciducale (del fratello dell'imperatore Rodolfo d'Asburgo dal 1811 al 1831), non fu presente alla Battaglia delle Nazioni di Lipsia, ma svolse manovre d'inseguimento della sconfitta armata francese. Il 14° riprese un ruolo di prim'ordine negli scontri nella campagna di Francia del 1814, alla fine della quale i granatieri del reggimento aprirono la colonna trionfale che entrò in Parigi.

Nel periodo di pace della Restaurazione, il l'unità svolse regolari mansioni di guarnigione, che tra il 1821 e il 1839, furono svolte in Lombardia.

Con la Primavera dei Popoli del 1848 e la diserzione del proprio colonnello-proprietario, Hrabovsky von Hrabova (schieratosi a fianco dei rivoluzionari ungheresi), i soldati di Linz presero parte agli scontri avvenuti a Vienna nel marzo di quell'anno tra gli studenti e le truppe imperiali.
Il reggimento fu poi inviato in Italia, nel Friuli, negli scontri ad Osoppo. Una parte del reggimento, composta dal battaglione di granatieri, partecipò alla sanguinosa campagna militare di riconquista dell'Ungheria insorta.

Nel 1851 il 14° reggimento assunse i colonnelli-proprietari della casa d'Assia -gli Hessen- che mantenne il proprio ruolo ereditariamente fino al 1918.
Nel 1859 il reggimento fu tra i più decorati nella guerra contro i franco-piemontesi, distinguendosi per valore nelle battaglie di Magenta e di Solferino. In quest'ultima, il colonnello del Reggimento fu il caduto di più alto grado per parte austriaca.

Negli anni '60 dell'Ottocento l'Hessen partecipò a tutte le principali campagne incluse la Guerra dello Schleswig-Holstein del 1864 e la guerra austro-prussiana del 1866.
In quest'ultima, pur non presente a Custoza, partecipò con tre battaglioni in Boemia, e con il quarto battaglione prese parte alle operazioni belliche sul fronte del Trentino meridionale, combattendo a Cimego e a Bezzecca.

Il motto del reggimento è "Schwarz die Farbe, Gold im Herzen, Treu bis in dem Tod" (tradotto: Nero il colore, Oro nei cuori, Fedeli fino alla morte).

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